Nuovo stop per un aereo Ita a Genova: volo per Roma in partenza con quasi due ore di ritardo

Il collegamento AZ 01395/01386 Fiumicino–Genova–Fiumicino fermato sul piazzale per un problema tecnico durante il rullaggio. Sui disagi pesa anche la flotta ridotta: 22 aerei della compagnia sono fermi per le ispezioni ai motori

Nuovo pomeriggio complicato per i passeggeri Ita Airways allo scalo Cristoforo Colombo. Il volo AZ 01395 proveniente da Roma Fiumicino, atteso a Genova alle 14:40, è atterrato solo alle 16:23, accumulando quasi due ore di ritardo rispetto all’orario di arrivo previsto. Lo stesso aeromobile avrebbe dovuto ripartire alle 15:25 come AZ 01386 diretto nuovamente a Fiumicino, ma la rotazione è subito apparsa in sofferenza.

Dopo lo sbarco e il successivo imbarco, l’aereo ha iniziato il rullaggio verso le 16:30, quando il comandante ha informato i viaggiatori di un problema tecnico che rendeva necessario un ulteriore controllo. Il velivolo è stato quindi riportato su un piazzale di sosta, dove è rimasto fermo fino alle 17:13, ora effettiva del decollo verso Roma. In totale, la partenza è avvenuta con quasi due ore di ritardo, tra malumori e inevitabili disagi per chi aveva coincidenze o appuntamenti programmati nella capitale.
Non si tratta di un episodio isolato. Da mesi i passeggeri che utilizzano la tratta Genova–Roma lamentano frequenti ritardi, cancellazioni improvvise e poche alternative: Ita è infatti l’unica compagnia a operare il collegamento diretto, con tariffe spesso molto elevate, talvolta paragonabili – se non superiori – a quelle di voli intercontinentali. La mancanza di aerei di riserva rende poi complesso sostituire in tempi rapidi un velivolo quando si presenta un’anomalia, come accaduto oggi al Colombo.
Dietro le difficoltà operative della compagnia c’è un problema strutturale: una quota significativa della flotta è bloccata a terra per interventi obbligatori sui motori di ultima generazione. Secondo le stime più recenti, sono 22 i jet Ita fermi per le ispezioni straordinarie ai propulsori Pratt & Whitney della famiglia PW1000G, installati sugli Airbus di nuova generazione. Si tratta di quasi un terzo degli aerei a corridoio singolo utilizzati sui collegamenti nazionali ed europei, una percentuale molto alta nel panorama dei vettori di dimensioni comparabili.
Il richiamo dei motori nasce da un difetto individuato nel 2023 in alcuni componenti realizzati con una particolare polvere metallica, che ha spinto l’autorità aeronautica e il costruttore a imporre controlli approfonditi e, in molti casi, la sostituzione delle parti interessate. La campagna di ispezioni riguarda migliaia di motori in tutto il mondo e le officine abilitate non sono molte: i cicli di revisione, che in condizioni normali richiederebbero poche settimane, oggi possono sfiorare i 300 giorni, lasciando per mesi i velivoli parcheggiati in attesa di intervento.
Per Ita, che ha puntato in modo deciso su questi propulsori per rinnovare la flotta, l’impatto è pesante. Oltre ai disagi per chi vola, la compagnia deve fare i conti con un costo industriale stimato in circa 150 milioni di euro da qui al 2030, tra canoni di leasing, manutenzioni straordinarie, formazione dei piloti e mancate entrate dovute a rotazioni tagliate o ridotte. In media, si parla di decine di migliaia di euro al giorno di danni economici.
La ridotta disponibilità di aeromobili ha già portato, nei mesi scorsi, a una stagione estiva più difficile del previsto, con cancellazioni e rimodulazioni dell’operativo che lo stesso management della compagnia ha collegato ai tempi lunghi di fermo macchina per la manutenzione dei motori.
A queste criticità si sono aggiunti, nel tempo, altri fattori esterni: blocchi informatici che hanno costretto la compagnia ad annunciare possibili ritardi su tutta la rete, disservizi legati al traffico aereo congestionato e scioperi che hanno interessato sia il personale di volo sia i servizi di terra, contribuendo a peggiorare la percezione dei passeggeri.
Nel caso del volo odierno da e per Genova, resta da chiarire la natura del problema tecnico rilevato durante il rullaggio. La compagnia, in situazioni simili, ribadisce di considerare la sicurezza la priorità assoluta e che ogni decollo avviene solo dopo i controlli necessari. Resta però la sensazione, per i viaggiatori, di una rotta ormai “fragile”: con una flotta già ridotta all’osso, ogni guasto o anomalia rischia di trasformarsi nell’ennesimo pomeriggio di attesa in aeroporto.
Per i passeggeri che hanno subito ritardi significativi, le norme europee e le policy di Ita prevedono, a determinate condizioni, assistenza in aeroporto, riprotezione sui voli successivi e, in alcuni casi, compensazioni economiche. Un terreno su cui, alla luce dei ripetuti disagi, è probabile che controlli e richieste da parte dei viaggiatori diventino sempre più frequenti.
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